Sant’Ilario, la chiesa che accoglieva i pellegrini
In corso Garibaldi, un’antica chiesa conserva la memoria di un ospizio per viandanti. Oggi è un auditorium del Comune di Piacenza.
Una storia antica
L’ex chiesa di Sant’Ilario si trova in corso Garibaldi 17. Un luogo di culto dedicato a Sant’Ilario compare già in documenti dell’891 e dell’895, mentre l’edificio romanico viene generalmente ricondotto al XII secolo. La facciata conserva tracce di epoche differenti, risultato di trasformazioni e restauri.
L’ospizio e la farmacia dei poveri
Tra il 1579 e il 1582, nel caseggiato di fronte alla chiesa, si stabilì un ospizio gestito dalla Confraternita della Santissima Trinità, istituita per iniziativa del vescovo Paolo Burali. L’ospizio si trovava accanto a una farmacia dei poveri già esistente. In questa parte della città erano quindi presenti strutture destinate all’assistenza di persone bisognose e viaggiatori. Per chi affrontava lunghi spostamenti, trovare ospitalità era una necessità concreta.
L’incredulità di san Tommaso
Sull’architrave del portale è rappresentata l’Incredulità di san Tommaso: l’apostolo che vuole verificare personalmente le ferite di Cristo risorto. La scultura è stata accostata alla produzione della bottega di Nicholaus, attiva anche nel Duomo di Piacenza. Osservando la facciata si distinguono inoltre i tre archi cinquecenteschi della parte inferiore e gli elementi romanici recuperati durante i restauri.
Da chiesa ad auditorium
Nel 1810 venne soppressa la parrocchia. L’edificio perse progressivamente la funzione religiosa e fu utilizzato anche come magazzino e come sede dell’Archivio Storico Comunale. Nel 1930 importanti restauri interessarono la facciata e la zona absidale. Oggi l’ex chiesa è l’Auditorium Sant’Ilario, sala di proprietà del Comune di Piacenza con 149 posti, utilizzata per conferenze, incontri e iniziative culturali.
Da osservare
Fermatevi davanti al portale e cercate la scena scolpita nell’architrave. L’interno è accessibile in occasione delle attività ospitate dall’auditorium, secondo le modalità previste dal Comune.